lunedì 6 settembre 2010

I crudisti con la coda - Un articolo di Valdo Vaccaro

 
I CRUDISTI CON LA CODA (www.valdovaccaro.blogspot.com)

Un articolo ben pianificato e congegnato

Non sul bollettino parrocchiale di Mal-e-Miserie, caseggiato montano del Friuli, ma al contrario sul maggiore quotidiano nazionale, ovvero su Repubblica del 22 gennaio.
Non da una paginetta qualsiasi, o dalla rubrica delle solite sciocchezze da due soldi, ma al contrario dalla sezione intitolata pomposamente Scienze.
Non con i commenti stroncanti o almeno dileggianti o almeno prudenti, che è lecito attendersi da giornalisti che pretendano di scrivere su cose scientifiche, ma al contrario con la compiacenza e la complicità degli scribacchini da Terzo Mondo, schierati acriticamente con qualcuno.
Non con la distrazione e la trascuratezza degli articoli demenziali e privi di qualsiasi base logica, ma al contrario con accurata enfasi e con ricco corredo di fotografie significative ed arrembanti.
Di cosa sto parlando?
Dell’articolo Se non cuocessimo il nostro cibo saremmo ancora australopitechi, firmato da Giuliano Aluffi.

Una campagna diffamatoria per scoraggiare le tendenze in atto

Le foto allegate sono state davvero scelte e piazzate ad arte, usando le tecniche manipolative più avanzate e convincenti.
A dimostrazione che questo non è un articolo qualsiasi, buttato lì a casaccio per riempire spazi morti del giornale, ma piuttosto un tema programmatico, l’inizio di una campagna diffamatoria contro l’avanzata irresistibile del crudismo.
C’è la foto di una giovane coppia-modello, col marito nell’atto di mettere entusiasticamente in pentola una manciata di spaghetti, e la mogliettina che alle spalle lo coccola in adorazione, con le classiche espressioni di due che sono appena scesi dal letto orgiastico-matrimoniale.
Poi c’è un riquadro con l’autore americano del testo da cui l’articolo prende spunto, ovvero How cooking made us human (Come la cottura ci ha resi umani), che si chiama Richard Wrangham, sorridente e gongolante ancora di più della coppietta, come uno che ha appena vinto il primo premio della lotteria (Dio sa quanti dollari sono finiti nel suo conto bancario).
Sai com’è, all’università di Harvard gli antropologhi li pagano, ma non troppo.


Un formidabile corredo di fotografie

A fianco del riquadro principale ci sono tre altre foto.
La prima con l’immagine del nostro antenato Homo erectus, il quale, ben 1,8 milioni di anni fa, iniziò a cuocere il cibo, rendendolo più nutriente e più digeribile.
La seconda con un’immagine di frutta e verdura, dove la legenda dice che i processi di cottura aumentano la quantità di cibo digerita nell’intestino tenue, zona del corpo che fornisce energia.
La terza, infine, ci mostra il viso della peggior scimmia possibile, che ride sguaiata mostrando la sua dentatura, e la legenda accanto che dice: Cuocere il cibo riduce a un’ora soltanto il tempo di masticazione, contro i cinque degli altri primati.

Un’idiozia con a lato una foto, non cambia i suoi connotati e rimane idiozia

Ma se scrivi un’idiozia e ci metti vicino una bella foto, la situazione non cambia affatto.
L’idiozia rimane tale e quale.
Un cibo cotto più nutriente di uno crudo, cioè più ricco di nutrienti assimilabili di uno crudo, non esiste sulla crosta terrestre.
Un cibo cotto più digeribile di uno crudo forse sì, ma soltanto in alcuni casi, e per cibi che non sono adatti all’uomo. Un cavolo crudo si digerisce in meno di 2 ore, mentre un cotto ne richiede 4.
Dal momento che i vegani non vivono sulla Luna ma qui in mezzo alle città e alle campagne, immersi nella realtà, nel territorio e nella stagione, il loro è un crudismo intelligente, cioè tendenziale.
Accettano quei vantaggi che possono derivare dalle cotture limitate e conservative, soprattutto durante la stagione fredda dove scarseggiano le risorse crude.
Gradiscono lo scoppiettare del popcorn, amano le patate cotte con la buccia, apprezzano il pane integrale, ammettono qualche piatto di pasta con verdure e qualche pizza vegetariana, includono qualche cereale integrale, e magari una zuppa d’orzo e fagioli cotta non oltre i 18 minuti.
L’importante per loro è che il cibo naturale cotto non superi una quota approssimativa del 20%.
Non si è mai visto poi un vegano tendenzialmente crudista, ridotto a masticare per 5 ore il suo cibo, visto che la frutta si mangia in un baleno, e che a pranzo e cena il masticare si riduce a mezz’ora in tutto.

La paternità di questa offensiva anti-crudista non può che essere del Codex Alimentarius

L’articolo di cui parliamo rappresenta la mossa strategica del Codex Alimentarius e delle multinazionali del cibo, del farmaco e degli OGM per portare un colpo proibito sotto la cintura, contro il movimento crudista.
A chi giova danneggiare il crudismo? Occorre dare risposta a questa domanda.
Colpire i vegani oggi non è facile.
In quel caso bisogna convincere la gente che è giusto, lodevole ed inevitabile, macellare vitellini e coniglietti, che è virtuoso ed indispensabile catturare tonni e delfini o arpionare le balene, che è morale e necessario essere cinici e spietati assassini di animali innocenti, che è utile e desiderabile frequentare i MacDonalds, i KFC Kentucky Fried Chicken, e i Burger King, che è addirittura magnifico essere clienti fissi delle statine, dei vaccini, dei farmaci, in vista di una bella vacanza finale nei reparti oncologici degli accoglienti nosocomi del mondo.
Reparti dove si possono sperimentare le ultime amenità tecnologiche offerte dal sistema, che vanno dalle chemioterapie più avanzate, alle chirurgie più sofisticate, ai trapianti soft e alle miracolose cellule staminali.


Colpire direttamente sul viso i vegani non è possibile, allora li colpiamo ai fianchi

Colpire i vegani non è davvero agevole.
Si sono resi conto di questo anche loro, quelli del palazzo, che non mancano di fare i propri amari commenti, e le proprie recriminazioni.
Purtroppo la gente è bacata. L’abbiamo manipolata in lungo e in largo. L’abbiamo inquadrata e resa docile ed obbediente.
L’abbiamo convinta che le malattie derivano non da quello che mangiano, bevono, fumano e pensano, ma dai terribili virus e batteri di cui è circondata.
Lei abbiamo ripristinato i diavoli e le fiamme dell’inferno, le abbiamo ripescato Pasteur, i lazzaretti e le pesti bubboniche.
Le abbiamo inventato l’AIDS e il Papilloma. Le abbiamo imposto le aviarie, il Sars e la suina.
Ma purtroppo, dentro di sé, rimane bacata, sensibile, legata alla natura ed agli animali.
Figurati che continua persino a credere in Dio.

La gente pare essere legata ai personaggi più stronzi del passato

Pazienza tirar fuori gente strana dell’Ottocento.
Pazienza citare personaggi obsoleti tipo Arnold Ehret, Max Bircher-Benner e Max Petenkofer, o addirittura medici pazzoidi tipo Albert Schweitzer, che andava a visitare i suoi clienti africani accompagnato da una affezionata porcellina di nome Josephine, sporca e puzzolente, la quale lo attenteva paziente fuori della porta di ogni cliente visitato.
Pazienza tirar fuori quello stronzo di Leonardo, che dopo aver dipinto la meravigliosa Gioconda, è andato a rovinare tutto con frasi demenziali tipo Verrà il giorno in cui l’uccisione di un animale sarà giudicata orrendo delitto, e Impara non a curare la malattia ma a preservare piuttosto la tua salute.
Pazienza tutta la gentaglia obsoleta rispolverata dalle scartoffie dell’antichità.
Pazienza tirar fuori Gesù Crocifisso blaterante cose tipo Non uccidere, oppure Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno.
Ma si va indietro fino a Pitagora. Robe da chiodi.
Quasi come se, per arrivare alla verità, l’umanità debba fare come i gamberi, e andare indietro di 2500 anni.

Colpiremo il crudismo

La gente è davvero svitata. Non vuole progredire. E’ marcia nel suo interno.
Non ha capito che il mondo va avanti e si evolve.
Non si è ancora resa conto che il vero Dio siamo noi.
Noi che reinventiamo le sementi, le miglioriamo e le brevettiamo.
Noi che inventiamo le malattie e le teniamo sotto controllo a nostro piacimento.
Noi che creiamo gli tsunami e i terremoti, e che poi interveniamo ad assistere chi ha perso tutto, facendo pure bella figura.
Il mondo è ancora sottosviluppato. Colpire il veganismo non si può.
Ecco allora che serve una controffensiva di tipo psicologico.
I vegani sono anche crudisti?
Colpiremo il crudismo.


Il crudismo è dopotutto un bastione dei vegani

A chi serve mai il crudo? Forse ai giapponesi che non esitano a succhiare budelli e teste di pesce puzzolente a crudo, come si trattasse di gelato alle fragole?
O forse ai divoratori di bistecche al sangue, inondate di limone e di salsa pepata, e mandate giù con vino rosso d’annata, per esorcizzare il tonfo di morte intrappolato nella cadaverina dell’animale?
No, il crudismo serve ai vegan.
Troppi crudisti a New York, Los Angeles e San Francisco.
Troppa gente che esce dal sistema e decide addirittura di stare alla larga dal sangue, dai vaccini, dai farmaci e dalle malattie.
Troppa gente uscita di senno con queste minchiate dell’igienismo naturale e del salutismo.
Diamogli una bella sistemata.

Il commensalismo come base della società umana

Ecco allora che prende forma la controffensiva dei Monatti Americani, dei falsi Illuminati.
Senza la cottura saremmo ancora, secondo loro, all’Età della Pietra.
Con la cottura dei cibi il cibo è diventato più digeribile ed energetico. Balle strabilianti. Ma qualcuno ci casca.
Non occorre perder tempo a masticare. Ci cadono i denti? Più lavoro per i dentisti.
Ci cadono le palle con tutto il resto? Più lavoro per il Viagra della Pfizer.
In più, sempre secondo Wrangham, siamo migliorati ed abbiamo ingrossato il cervello.
Siamo più intelligenti ed evoluti? Più socievoli e sorridenti? E’ dal commensalismo che è nata la società.
Cosa c’è di più socializzante della bistecca, dell’arrosto, del maiale infilzato in un paletto e fatto girare intorno al fuoco?

Adamo ed Eva nell’Inferno Terrestre dei pomi crudi

E’ con la cottura poi che l’uomo è diventato uomo, e la donna è diventata donna.
Adamo ed Eva si erano rovinati coi pomi e le mele. Più un Inferno che un Paradiso.
E’ con la cottura che la donna si è data un ruolo.
E’ col focolare che nasce la famiglia, il matrimonio, la religione, l’obbedienza allo stato, alla Mecca, al Vaticano, alla Super-Religione Illuminata di Atlanta, con filiali alla Casa Bianca, a Roma-Parigi-Londra-Berlino, ed oggi pure a Pekino-Tokyo-Delhi, Hongkong e Singapore.
Insomma, la civiltà e l’evoluzione si chiamano cibo cotto.
Il cibo crudo è da lasciare agli Orangutanghi.

Qui se ne sparano di grosse, altro che scienza

La scemenza scientifica di questo articolo è fuori discussione.
Pretenderebbe di fare giustizia sommaria di mille prove e controprove sugli enormi danni arrecati dalla cottura dei cibi, sulla distruzione degli enzimi e delle vitamine, sulla rovina totale dei minerali faticosamente organicati dal sole, che ridiventano inorganici ed inutilizzabili dopo la cottura.
L’importante è salvare il salvabile, mettere un riparo di emergenza all’avanzata incontenibile dell’ondata crudista.

Il cinico calcolo delle multinazionali

Dopotutto la gente beve tutto quanto si dice, soprattutto se è in linea con le sue pessime abitudini.
Hanno bevuto il ferro-eme, la B12, l’Omega3, la proteina nobile, l’AIDS, il papilloma e le aviarie.
Berranno tutto d’un fiato anche le nostre bufale sul cotto.
Nessuno sa chi sia Paul Kouchakoff e cosa sia la leucocitosi, e ancor meno chi sia Edward Howell e i suoi food-enzymes. La gente crede a quello che vede e a quello che tocca, e a quello che fa effetto subito. Non crede troppo ai micronutrienti naturali.
Spende però miliardi coi maghi e coi fattucchieri, con gli amuleti e la sfera di cristallo.

La gente crede ai falsi integratori più che hai veri nutrienti

Stravede piuttosto per gli integratori inventati dalle industrie, dato che hanno sapore, colore e consistenza, e che eccitano come il caffè, e la illudono di essersi rinforzata, di aver risolto le proprie carenze, mentre in realtà si ritrova disintegrata, devitaminizzata e demineralizzata più che mai, e dunque bisognosa di altra integrazione e di altra droga.
Figurati se non finisce per credere anche alle demenziali affermazioni di Wrangham.

Un pizzichìo al fondo della schiena

L’articolo termina come segue: I conflitti umani cominciarono a ridursi solo quando ogni femmina di Homo erectus potè contare sul suo difensore (marito) e ogni maschio potè contare sulla sua cuoca (moglie). Se non avessimo il nostro cibo cotto saremmo ancora australopitechi, e ci arrampicheremmo sugli alberi. La prima cosa che ho fatto, mi sono toccato il fondo schiena.
Chissà che, con tutto il crudo che mangio da una vita, non mi stia già spuntando la coda?

Il crudismo manda fuorigioco il 95% delle porcherie che si vendono nei supermercati

Questo articolo di Repubblica è il segnale che la controffensiva del Codex Alimentarius contro il veganismo è in pieno atto, e che ha preso di mira il suo lato più vulnerabile, che è il crudismo.
Crudismo che è poi la parte più pericolosa del veganismo, in quanto manda fuorigioco il 95% delle porcherie che si vendono nei supermercati.
Non per niente il testo di Wrangham ha trovato ampio spazio, alcuni mesi fa, anche sulla rivista londinese The Economist.

La parola d’ordine è una sola: bloccare il crudismo e l’igienismo naturale

Siamo di fronte dunque a una guerra contro il cibo naturale e le bevande naturali, contro la voglia della gente di ritornare alla natura.
I fabbricanti di cibi e bevande cotte e inscatolate si sono coalizzati.
Lo hanno fatto per bloccare la fuga della popolazione dal cotto, dal sangue, dalla cadaverina, dai macelli, dai farmaci, dai vaccini, dal Viagra, dai caffè, dai the, dai panettoni, dalle torte e dai biscotti.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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